L’Alchimia e’ la leggerezza(D. Del Moro 2011)

L’Alchimia e’ la leggerezza(D. Del Moro 2011)

“L’Alchimia è la leggerezza”

 

“ Ebbe in quel momento

la certezza di un mutamento,

nella percezione dell’atmosfera, forse,

o nel respiro delle cose”

(M. Tournier)

 

Togliendo la voce al suo disseminato “parco” di strumenti lavorativi, Annalu’ ne ha fatto cantare “vortici” e trasparenze: investendoli di passato, li ha fatti risuonare di presenze.

Così l’artista ha pensato i suoi grandi Mandala, ispirati ai quattro elementi – che ormai le appartengono – dove i suoi petali sono mutazioni incessanti e diventano scaglie ed ali raccolte in vortici concentrici per implosioni od esplosioni che convergono comunque lo sguardo al centro. E proprio lì ha liberato la sua nuova ricerca espressiva: in un tentativo di “donarsi” fisicamente allo spettatore.

I suoi centri sono, adesso, piccole sculture da toccare, staccare dal quadro ed indossare: il concetto di “gioiello” esiste ma è oltrepassato sia nella preziosità del soggetto, ma soprattutto nel far divenire il fruitore, parte integrante dell’opera, o ancora meglio condividere con l’artista una piccola parte di se.

Annalù riesce a semplificare l’ancestrale concetto di tempo. Nei suoi tentativi di fermare nella “resina” il suo scorrere

Ed è con questa utopia tenace della memoria e del non tempo che Annalù continua la sua incessante ricerca e dedica la sua energia, in un lavoro appassionato, senza resa, di fronte alla precarietà dei miti che segnano il contemporaneo

 

Daniela del Moro

Dal testo “l’Alchimia e’ la leggerezza”, catalogo Reverie, Gallerie Forni, Bologna 2011.

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