Voltare pagina (L. Mauta 2014)

Voltare pagina (L. Mauta 2014)

Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi’ – Franz Kafka

 

Voltare pagina

di Luigi Mauta

 

Ne sarebbe valsa la pena leggere quelle impronte alfabetiche, parole silenziose che trasformano un antico tempio dalle porte sbarrate nello strumento di liberazione tra i più potenti. Tra l’uomo e il libro, due universi solitari,è in atto una lenta, graduale rinascita, una nuova vitalità che Annalù dona ad once di carta, ad inchiostro e colla. Le mani tremolanti voltano pagina: un’inaspettata onda diventa grondante, così profonda da immergersi. Repentinamente scorre lungo la curva della pagina, si lascia cadere sul dorso, negli angoli più remoti della rilegatura, trasportando con sé fuliggine, lasciti di ninfe, cemento, impressioni di foglie e petali. Un oceano cola giù dalle righe e velocemente cambia direzione tornando verso il centro dell’opera fino al cuore dell’artista, per poi esplodere negli occhi dello spettatore. Nell’assistere a questo rituale le lacrime quasi si inchiodano sulla superficie scura dal fondo cartaceo, creando chiare perle di spuma. L’acqua trabocca, germogliano fiori d’oro e indaco iscritti tra esili file vorticose di petali.

I secoli non sono che un soffio di vento tra brani antichi, tra scritti proibiti che invece bruciano velocemente, si piegano allo scoccare di una freccia che trafigge l’idea stessa di libertà. Mai questa idea di improvvisa violenza che irrompe indomita, poteva essere resa in maniera così limpida ed immacolata se non dall’estrema ricercatezza e poesia di Annalù. La brezza scorrazza tra le pagine, con i suoi profumi e con il suo codazzo di spettri e sogni che si voltano allo spettatore in adorazione, come si volgono i destini. Ecco che l’uomo richiude le porte ormai spalancate di questo antico tempio, riponendolo con cura. Voltandosi si schiude, rinasce farfalla, volando via.

 

Estratto dal testo di Annalu 1994/2014- Monografia – Silvana Editoriale

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