“HDUEO”

Fiuggi, 28 novembre 2020 10 gennaio 2021

Fonte Bonifacio VIII, Sala Mescita

L’arte deve tornare ad essere elemento centrale delle politiche di questo territorio, anche in rapporto alla crescita economica, che necessita di nuovi input e di diverse prospettive di investimento in termini di energie e risorse. Deve essere considerata la leva per una rinascita che parta dalla valorizzazione del sapere perché, come il passato insegna, l’arte induce a riflettere sul presente e, al di là della strettoia delle contingenze mostra la possibilità di trasformare la realtà. Questo percorso espositivo, conseguentemente, prova a proporre una lettura dei valori di cui la ricerca artistica contemporanea è latrice e interprete, nel tentativo di infrangere l’omologazione dell’azione e della riflessione e proporre motivi a un dibattito che partendo dall’arte possa e debba essere capace di andare oltre. Intende perciò tracciare delle traiettorie, che tentano di ridefinire dinamiche di espressività poliedrica, proprio quando la società prende coscienza della necessità di differenti modelli di consumo culturale, capaci di rafforzare la struttura e l’identità collettiva. L’indagine critica, quindi, è stata guidata dalla volontà di superare una serie di stereotipi che tendono ad allontanare le ricerche artistiche contemporanee dal contesto in cui si sviluppano, per porre l’accento invece la funzione aggregante dell’arte stessa, capace di legare tra loro tradizioni e identità con le diverse realtà sociali connesse alla globalizzazione.

HDUEO, titolo scelto per la Prima Edizione della Mostra Evento, sotto la direzione artistica di Luigi Fiorletta, presenta due grandi ospiti deccezione, PETER CAMPUS e FABRIZIO PLESSI:

PETER CAMPUS, artista americano, uno dei più influenti pionieri della video art. Nel corso della sua carriera ha prodotto video, installazioni, e un ampio lavoro fotografico. Nei suoi video piùrecenti, utilizzando una camera ad altissima definizione, lavora come un pittore su ogni singolo pixel, sperimentando con l’immagine e facendo uso di particolari tecniche digitali. Avendo studiato psicologia sperimentale e cinema, nel 1971 comincia a elaborare video e installazioni a circuito chiuso, le cui caratteristiche tecniche e concettuali combinate con la loro dimensione psicologica e cognitiva attirarono l’attenzione di critici e specialisti.

Lopera Convergence dimages vers le port, del 2017, di Campus, uninstallazione (10 x 10 mt alta 4 mt) presenta la sua produzione video più recente che esplora le possibilità dell’alta definizione digitale e permette all’artista di creare un lavoro pittorico che coinvolge nuove forme di percezione e memoria spaziale.

Il suo lavoro si trova in raccolte di importanti musei e gallerie, tra cui il MoMA di New York, il Whitney Museum, il Guggenheim Museum, la Tate Modern, il Reina Sofia e il Centre Pompidou.

FABRIZIO PLESSI, la sua opera Navigare Necesse Est video scultura in legno (lunga 796 cm, larga 120 cm, alta 80 cm), è incentrata principalmente sul tema dell’acqua attraverso schermi installati su una barca da lago.

Nel 2000 realizzò il padiglione italiano per lExpo di Hannover, con una monumentale installazione alta 44 metri. Chiamata Mare verticale rappresentava un flusso di acqua blu continuo, che scorreva ininterrottamente. Nel 2011 curò il Padiglione Venezia per la 54ª Biennale di Venezia, con lo stesso tema, su dimensioni minori; degli schermi proiettanti i flussi di acqua venivano installati su delle barche, esposte in posizione verticale.

In contemporanea alle due installazioni di Peter Campus e Fabrizio Plessi verrà presentato il lavoro di differenti personalità artistiche che caratterizzano, attraverso i linguaggi e la sperimentazione contemporanea, le loro esperienze di ricerca: ANNALÙ, AURO E CELSO CECCOBELLI, GIULIANO GIULIANI, KATHLEEN J GRAVES, MASSIMO LATTE, DONATO MARROCCO, FRANCO MARROCCO, CARLO PIZZICHINI, ANTONIO TRIMANI E VALENTINA VANNICOLA. per suggerire un progetto multiforme che si sviluppa in diverse direzioni e ragioni individuali. Ogni artista invitato propone un singolare tentativo di costruire un equilibrio fra realtà e immaginazione, con l’intento di affinare il pensiero e la percezione dei valori estetici. In questo risiede la loro forza e il fascino della loro ricerca, che non ha pretesa di essere paradigmatica ma che certo può essere letta come il segno di posizioni operative completamente inserite nel dibattito sulla contemporaneità.

Un confronto tra personalità nettamente differenti e diversamente orientate per quanto riguarda motivazioni esistenziali e convinzioni sperimentali, eppure legate dal filo tenace del superamento delle nettezze disciplinari verso una pluralità espressiva che risulti facilmente comprensibile.