Onirica

14 Aprile – 2 Maggio
Ravagnan Gallery

curated by A. Redaelli

Apertura
Giovedì 14 aprile 2022
18.00

Ravagnan Gallery
Dorsoduro 686
30123 Venezia – Italia

In occasione dell’apertura della 59° Biennale d’Arte di Venezia, la Ravagnan Gallery presenta una mostra personale dell’Artista Annalù.

La selezione comprende complessivamente un confronto fra oltre venticinque opere, realizzate tra il 2021 e il 2022, alcune delle quali mai viste prima e create appositamente per l’occasione.

Annalù (veneziana, 1976) è sempre stata attratta dalla sperimentazione di materiali come resine sintetiche, vetro, cemento in simbiotico cross over con corteccia, radici e carte pregiate per modellare – in forme inedite e di grande impatto visivo – la materia surreale di cui sono fatti i suoi stessi sogni. La serie dei policromatici Dreamcatcher, mandala che con vortici spiraliformi catturano lo sguardo dello spettatore attraendolo nel suo vortice. Arbor, gli alberi emotivi che fondono la filosofia del Bonsai con la scultura e l’architettura vibrando su farfalle chiomate immaginifiche. La collezione delle Sagitta, libri in vetro che si ispirano ai volumi proibiti dell’antica Biblioteca Angelica di Roma, mostrano la tensione dell’Artista verso la dimensione metamorfica del mondo e la spinta alla creazione di una nuova realtà in cui la corporeità intinge nello spirito.

“Quello che avvertiamo mentre la materia cattura lo sguardo assomiglia a uno scroscio, un suono morbido ma al tempo stesso assoluto e ineluttabile. Un frangersi di onde davanti allo tsunami che si alza al centro dei Dreamcatcher, oppure un fruscio intenso, come un sussurro di creature fatate, mentre fissiamo lo sguardo sulla chioma inquieta degli alberi scossi dal vento, un fruscio che si intensifica nel momento in cui ci accorgiamo che quelle foglie sono ali, che da qui a un istante tutto volerà via”. (Alessandra Redaelli)

Nelle sue ultime opere, i materiali vetrosi fusi nelle fornaci di Murano o i composti di cristalli e madreperla si combinano con l’uso creativo e innovativo della stampa 3D, aggiungendo il complemento tecnologico che trasferisce tutta la sfera del suo operato artigianale nel contemporaneo. Le farfalle che si liberano dalla prigione del moto circolare tangibile – cifra distintiva dell’artista – o i Flying feet che richiamano dinamismi di respiro olimpionico, sembrano modellarsi dentro un flusso perpetuo di forza vitale. Ed è proprio dentro questo progresso del movimento che l’Artista cattura l’energia del gesto sprigionato dalla materia e lo congela in un istante, avvicinando la scultura alla dimensione istantanea della fotografia.

All’interno di un “dialogo incessante tra pensiero, idee, intuizioni e creazione”, come lo definisce l’Artista stessa, la perfetta convergenza degli aspetti tattili e materici con il misticismo poetico di simboli antichi ed ancestrali, rende le sculture di Annalù tra le opere più liriche ed evocative del panorama contemporaneo.

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